Ponti e viadotti

Ponte ad arco di Trecenta

Ponte ad arco di Trecenta
Il progetto

Un nuovo attraversamento per liberare l'idrovia tra Mantova e l'Adriatico

Luogo Trecenta (RO)
Appaltatore Infrastrutture Venete
Anno di esecuzione 2026
Ponte ad arco di Trecenta

la realizzazione

Una campata unica, una nuova connessione

Il vecchio ponte di Trecenta rappresentava uno dei principali colli di bottiglia alla navigazione dell'idrovia Fissero‐Tartaro‐Canalbianco che collega Mantova al mare Adriatico.

Il ponte esistente è stato sostituito con un ponte ad arco a via inferiore in acciaio Corten verniciato, che scavalca il canale con un'unica campata di 70 metri di luce, senza alcun appoggio in acqua. L'impalcato è appeso a due archi tubolari da un metro di diametro. In sommità, gli archi sono collegati da un controvento reticolare che disegna un motivo "a rombi", ammorbidito dalla sagomatura curva dei piatti di attacco: una soluzione che unisce rigidezza strutturale e qualità estetica. METALSAN ha realizzato l'opera in ATI con Cadore Asfalti Srl, per conto di Infrastrutture Venete.

  • Una campata unica, 
una nuova connessione

Il varo

Oltre 400 tonnellate in movimento

Il varo del nuovo ponte ad arco di Trecenta costituisce un’operazione di ingegneria complessa, pianificata e verificata in ogni dettaglio per la movimentazione di una struttura metallica assemblata integralmente a terra, del peso complessivo di oltre 400 tonnellate.

L’impalcato, realizzato e montato su apposito piazzale, è stato traslato nella posizione definitiva mediante l’impiego combinato di carrelli semoventi modulari SPMT e di una gru cingolata di grande capacità. La movimentazione orizzontale è stata affidata a due convogli di carrelli SPMT ciascuno composto da 16 assi, con portata di 48 tonnellate per asse, per un totale di 768 tonnellate per convoglio. I carrelli, dotati di sterzatura indipendente e controllo elettronico sincronizzato, hanno consentito una traslazione lenta e controllata dell’opera, garantendo la distribuzione uniforme dei carichi sul piano di transito.

Per il superamento del canale e la gestione delle fasi di sbalzo è intervenuta una gru cingolata Tadano CC 38.650-1, con portata di 650 tonnellate, operante in configurazione Super Lift. La gru ha progressivamente preso in carico la porzione anteriore dell’impalcato durante l’avanzamento, consentendo la rimozione del convoglio anteriore e il trasferimento controllato dei carichi dalla spinta orizzontale al sollevamento verticale. Nella fase di massimo impegno, il tiro della gru ha raggiunto circa 220 tonnellate a 32 metri di raggio, pari a circa il 79% della portata disponibile. Nella fase finale, l’azione combinata della gru e degli SPMT ha permesso il calaggio millimetrico del ponte sugli appoggi definitivi delle spalle, con tolleranze inferiori al centimetro.