Il varo del nuovo ponte ad arco di Trecenta costituisce un’operazione di ingegneria complessa, pianificata e verificata in ogni dettaglio per la movimentazione di una struttura metallica assemblata integralmente a terra, del peso complessivo di oltre 400 tonnellate.
L’impalcato, realizzato e montato su apposito piazzale, è stato traslato nella posizione definitiva mediante l’impiego combinato di carrelli semoventi modulari SPMT e di una gru cingolata di grande capacità. La movimentazione orizzontale è stata affidata a due convogli di carrelli SPMT ciascuno composto da 16 assi, con portata di 48 tonnellate per asse, per un totale di 768 tonnellate per convoglio. I carrelli, dotati di sterzatura indipendente e controllo elettronico sincronizzato, hanno consentito una traslazione lenta e controllata dell’opera, garantendo la distribuzione uniforme dei carichi sul piano di transito.
Per il superamento del canale e la gestione delle fasi di sbalzo è intervenuta una gru cingolata Tadano CC 38.650-1, con portata di 650 tonnellate, operante in configurazione Super Lift. La gru ha progressivamente preso in carico la porzione anteriore dell’impalcato durante l’avanzamento, consentendo la rimozione del convoglio anteriore e il trasferimento controllato dei carichi dalla spinta orizzontale al sollevamento verticale. Nella fase di massimo impegno, il tiro della gru ha raggiunto circa 220 tonnellate a 32 metri di raggio, pari a circa il 79% della portata disponibile. Nella fase finale, l’azione combinata della gru e degli SPMT ha permesso il calaggio millimetrico del ponte sugli appoggi definitivi delle spalle, con tolleranze inferiori al centimetro.